Preparati alla nascita iniziando dalla nudità

(Ho scelto di rappresentare entrambi i generi usando il femminile al posto dell’usuale maschile)


Sembra una banalità, e allora facciamo un passo oltre:
si nasce nudi, il resto è “performance quotidiana attraverso la quale i corpi diventano socialmente leggibili come maschili o femminili.”


Ecco tre righe da leggere e tenere a portata di mano, sotto il cuscino, sullo specchio del bagno; da rileggere fino a prenderci familiarità, digerirle, assimilarle, lasciare che entrino prepotenti nella vita di tutti i giorni. Tutt’altro che banali.
Penso che tre righe così abbiano la potenzialità di svelare le cose e cambiare il modo in cui si guarda alla realtà, quella quotidiana sull’autobus o al parco, e quella intima di ciascuna. Penso che siano uno spunto utile per chi si prepara alla nascita, proprio per prepararsi un po’ di più e riflettere su di sé. Per esempio su quanto la ripetizione atti, ruoli, posture e atteggiamenti (sii accogliente, lascia spazio..) e tutto ciò che ci mettiamo addosso, in senso letterale o metaforico, risenta delle costruzioni sociali e su quanto queste costruzioni potrebbero/potranno soffocare le bambine e i bambini in arrivo.

La riflessione che vorrei stimolare in ognuna di voi è questa:

  • quali mie scelte facilitano la leggibilità della mia bambina/ del mio bambino come femmina o maschio?
  • Quanto le mie scelte sono influenzate dal fatto che alla nascita sia stata registrata come femmina, o sia stato registrato come maschio?
  • Quanto esse ampliano o limitano il ventaglio di sfumature che offro?

Chiudo in fretta tornando all’ inizio: la nudità di un neonato non è sempre catalogabile in una delle due caselle M/ F e quando lo è, non è detto che quella assegnata sia la stessa in cui si riconoscerà crescendo: è l’intersessualità. Questa realtà ci riporta al vero punto di partenza, molto a monte del sesso attribuito alla nascita: Giulio, Paolo, Francesca stanno nascendo e la cosa più importante che chi li accoglie è chiamata a fare non è incasellarl@; è offrire loro quante più alternative-ali- possibili per diventare pienamente se stess@, per diventare “la migliore versione di sé” (Chimamanda Ngozi Adichie).

Grafica: traduzione libera da Il re nudo. Per un archivio di drag king in Italia. A cura di Michela Baldo, Rachele Borghi, Olivia Fiorilli. Pisa, Edizioni ETS, 2014.
Cit nel testo: Meg Wesling, in Il re nudo (Ibid.).

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