Imparare il mestiere di genitore: partiamo tutt* alla pari

(Un approccio inclusivo e senza stereotipi comprende anche il linguaggio e le parole, che hanno un genere: maschile per i maschi e femminile per le femmine.  Ogni volta che parlo di persone dovrei scrivere “bambini e bambine”, "neonato e neonata" ecc.; per dare fluidità al testo ho scelto di utilizzare il solo femminile.)

Sembra scontato ma è importante dirlo, e il motivo è che si apprende la maggior parte delle abilità del genitore “facendo” (Lamb, 2012). Nessun istinto, nessuna naturale, scontata, tipicamente e inevitabilmente femminile predisposizione o inclinazione per fare bene il genitore: partiamo con le stesse carte da giocare.

Gli studi sulle famiglie moderne – le nuove forme di famiglia, prima inesistenti o invisibili, nate a seguito dei movimenti LGB e della ricerca in PMA – fanno chiarezza sugli elementi che davvero contano per una crescita sana e serena delle bimbe, aiutano a mettere in ordine le priorità e assumersi responsabilità e compiti lasciando indietro i pregiudizi. Uomini e donne sono coinvolt* allo stesso modo, nelle cure materne non c’è nulla di unico, emerge dagli studi sulla paternità, secondo i quali l’attaccamento al padre e l’influenza paterna sui figli sono equivalenti e intercambiabili con l’attaccamento e l’influenza materni.

La famiglia naturale tradizionale (un uomo e una donna conviventi o sposati) è considerata ancora troppo spesso il gold standard per il benessere delle figlie, è il parametro di riferimento rispetto al quale predire difficoltà o disagi cui andranno incontro le bambine cresciute in ambienti diversi. Ma è davvero così? Cosa è importante e cosa si è rivelato essere solo un elemento confondente nell’affermare il primato della famiglia naturale tradizionale?


Le bambine possono crescere senza madre? Sì.
Non è una figura genitoriale di sesso femminile ad essere fondamentale per il benessere psicologico o per lo sviluppo di un comportamento di genere tipico delle figlie. Gli aspetti del ruolo di genitori che contano maggiormente per il benessere psicologico dei bambini – calore, responsività, sensibilità – sono gli stessi per madre e padre (Lamb, 2010; 2013; Lamb e Lewis, 2011; Pleck, 2010).

Le bambine possono crescere senza padre? Con due mamme? Senza legami genetici con uno o entrambi i genitori? Sì.
Non è la struttura familiare – numero di genitori, genere, orientamento sessuale, legame genetico con i figli e le figlie, metodo di concepimento – ad essere fondamentale nell’ adattamento psicologico delle bambine.
Ciò che fa la differenza è la qualità della vita familiare, la possibilità di costruire e alimentare relazioni genitore – figlie di qualità.

Mettiamo da parte l’anzianità di alcuni tipi di famiglia e la loro “naturalità” e guardiamo a ciò che davvero conta: l’ ambiente supportivo che la famiglia offre – dipendente dal benessere psicologico dei genitori, dalla qualità delle relazioni (affettuosa, intima, continua nella quale trovino entrambi soddisfazione e piacere – Bowlby, 1969) e dalle caratteristiche della bambina.

Se aspetti una figlia, dedica tempo alla relazione da costruire con lei. Che tu sia donna, uomo, genitore genetico, biologico o sociale, è questo il potenziale che hai tra le mani. Potenziale che sta nelle tue mani e in quelle di tutti gli altri genitori, allo stesso modo.

Fonte: SUSAN GOLOMBOK, Famiglie moderne. Genitori e figli nelle nuove forme di famiglia. Milano, Edra, 2016.

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