Ora conosco la metà mancante della mia identità

Robyn Ranford, 21 anni, non sapeva di essere stata concepita tramite eterologa; l’ha scoperto per caso e si è messa in cerca della “sua” donatrice e insieme a lei ha trovato ciò che mancava della sua identità.

Conoscere l’identità di donatrici e donatori è una strada percorribile in UK: la Human Fertilisation and Embryology Authority (HFEA), che regolamenta la donazione di gameti in UK, dopo quindici anni e tanti studi si rese conto che l’obbligo di anonimato non era ottimale per tutt*; così decise di “lasciare aperta la possibilità di stabilire un contatto”.
Succedeva nel 2005.

Le cose nuove possono spaventare, come la relazione tra una donatrice e la persona nata grazie alla sua donazione; relazione che non si riesce ad etichettare e non rientra nei canoni che conosciamo.
Ma ciò che è differente non sempre, e non per tutt*, è negativo: per Robyn Ranford, 21 anni, “it’s nice to have the missing half of my identity confirmed”.

Questo l’articolo del 3 febbraio 2019 con il racconto di Robyn Ranford:

https://www.refinery29.com/en-gb/2019/02/221856/finding-my-egg-donor?fbclid=IwAR1mr12wbwamiJ0rHLmt2Letl7BzirbZZ4Lq5Ouu8p5Z9Hzquz217RO-CaE

(Foto: Refinery29)

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