Contraccezione nel dopo-parto

Perché

Decidere quando cercare una gravidanza e quando evitarla ci rende protagoniste/i della nostra vita sessuale, familiare e riproduttiva: pianificare è la parola chiave, e anche una delle più importanti scelte di salute per donne e uomini.

Dopo-parto e fertilità

Se  non si allatta al seno, le mestruazioni riprendono dopo 4/6 settimane dal parto (capoparto). Se si allatta al seno invece, si instaura un periodo di infertilità temporanea detto amenorrea da lattazione (LAM): assenza di ciclo mestruale che può durare anche molti mesi, con grande variabilità da donna a donna. La LAM è indotta dalla prolattina, ormone principe dell’allattamento, che inibisce il rilascio degli ormoni responsabili di mestruazioni e funzionalità delle ovaie. L’amenorrea da lattazione riduce la probabilità che,  quando ancora non è comparso il capoparto, si verifichi l’ovulazione e quindi un ciclo potenzialmente fertile. Questa probabilità, per quanto bassa, esiste: il rischio di gravidanza in corso di LAM è poco meno del 2%¹. Inoltre, l’amenorrea da lattazione può proteggere da una gravidanza solo quando sussistono tutte le seguenti condizioni²:

  1. sono passati meno di 6 mesi dal parto
  2. la donna nutre il neonato sempre e solo con il latte materno (allattamento al seno esclusivo)
  3. la donna allatta almeno 8 volte durante il giorno e almeno 1 volta di notte, con un intervallo tra le poppate non superiore a 4 ore di giorno e 6 di notte
  4. il ciclo mestruale non è tornato.

Questi “requisiti” sono necessari ma non sempre sufficienti: la LAM è un metodo di controllo delle nascite non sempre affidabile, ma rappresenta una concreta opzione se la donna o la coppia non vuole ricorrere ad altri contraccettivi.

Dopo-parto e modifiche fisiologiche

  1. Utero: le condizioni dell’utero tornano a essere simili (mai esattamente uguali) a quelle precedenti la gravidanza, in termini di dimensione e posizione nel bacino, dopo circa 6 settimane (involuzione uterina).
  2. Caratteristiche del sangue: i cambiamenti fisiologici che si verificano durante la gravidanza sono orientati ad aumentare la capacità del sangue di coagulare, per prevenire un’emorragia durante il parto. Questo si traduce in un aumentato rischio che si formino dei coaguli di sangue, detti trombi: si parla di aumentato rischio tromboembolico, normale in gravidanza. Tale rischio rimane aumentato rispetto ai valori pre-gravidanza fino a 3 settimane dopo il parto, quando inizia a diminuire; ritorna ai livelli basali a 6 settimane.

Dopo-parto e contraccezione

Non esiste un metodo contraccettivo migliore degli altri, ma quello più adatto ad ogni donna. E’ fondamentale consultare un/una professionista per orientarsi nella scelta, che terrà conto delle caratteristiche individuali della donna/coppia e del suo desiderio di allattare. I metodi contraccettivi si distinguono in metodi di barriera, ormonali e naturali. I contraccettivi ormonali estro-progestinici (pillole, cerotti, anelli) si associano per tutte le donne ad un aumentato rischio di trombo-embolia; dato che il dopo-parto -come si è visto- è di base caratterizzato, anch’esso per tutte le donne, da un aumentato rischio tromboembolico, l’ uso di questi contraccettivi è raccomandato dopo almeno 3-6 settimane, quando la “coagulabilità” del sangue inizia a ridursi. Per le donne che allattano è sempre consigliabile scegliere un metodo contraccettivo da associare alla LAM. Ecco quali usare, in sicurezza:

da subito

  • metodi barriera: preservativo maschile e femminile. Nessun effetto su neonato e allattamento
  • mini-pillola al solo progestinico (POP), se non si allatta²: ha il vantaggio di non aumentare il rischio di trombo-embolia, a differenza dei contraccettivi combinati

dopo 3 settimane se NON si allatta

  • contraccettivi ormonali combinati (estro-progestinici): cerotto, pillola, anello vaginale (se esiste un alto rischio di trombo-embolia, i contraccettivi ormonali combinati andrebbero introdotti dopo 6 settimane)

dopo almeno 4 settimane

  • spirale con Levonorgestrel: non ha effetti negativi su allattamento e neonato
  • spirale al rame: l’OMS consiglia di inserirla a 4-6 settimane, possibilmente dopo il capoparto; non ha effetti negativi su allattamento e neonato

dopo almeno 6 settimane

  • mini-pillola al solo progestinico (POP), se si allatta: è la prima scelta di contraccettivo ormonale per le donne che allattano. E’ costituita dal solo progestinico e non aumenta il rischio tromboembolico; da alcuni studi su animali sembra che il progesterone influisca sullo sviluppo del cervello, per questo, in via precauzionale, si raccomanda l’uso dopo 6 settimane.
  • impianto sottocutaneo con progestinico: l’ unico in commercio in Italia rilascia Etonogestrel; non ha effetti su qualità e quantità del latte, né sulla salute del neonato
  • diaframma: a 6 settimane l’utero è completamente involuto; si consiglia di associarne l’uso a spermicidi locali, come creme o ovuli.  Fondamentale usare il diaframma correttamente per ottenere l’efficacia contraccettiva (vedi documenti per approfondire)
  • sterilizzazione volontaria²

dopo almeno 6 mesi

  • contraccettivi ormonali combinati (estro-progestinici), cerotto, pillola, anello vaginale, se si allatta: si  possono usare in sicurezza dopo 6 mesi (non hanno effetti clinici sul neonato, ma possono ridurre la quantità di latte, con conseguenze maggiormente rilevanti proprio nei primi 6 mesi).

a ciclo stabilizzato

  • metodi naturali

Contraccezione d’emergenza: ricorrere alla CE (che ritarda l’ovulazione ma non ha effetti abortivi, perché non ha potere su fecondazione e impianto) è considerato razionale dopo 3 settimane dal parto.

Conclusioni

In linea generale è sempre buona pratica pianificare l’uso di uno o più metodi contraccettivi dopo il parto, bilanciando la conoscenza delle modifiche post-parto, le preferenze della donna/coppia e il desiderio di allattare. Se una donna allatta

  1. nelle prime 3-6 settimane la contraccezione di prima scelta sono i metodi di barriera;
  2. i metodi ormonali sono sicuri ma vanno avviati non prima di 6 settimane, preferibilmente dopo 6 mesi,
  3. tra questi, la mini-pillola al solo progestinico è la prima scelta, da introdurre dopo 6 settimane

Rimane fondamentale scegliere dopo la consulenza con un/una professionista.

FONTE:

Ministero della Salute, DIREZIONE GENERALE PER L’IGIENE E LA SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E LA NUTRIZIONE. La contraccezione per la donna che allatta. Tavolo Tecnico Operativo Interdisciplinare sulla Promozione dell’Allattamento al seno. 2014

NOTE:
1  Bellagio, Italy. Press Release, Dec 1995 family planning method endorsed. Family Health International, World Health Organisation. Washington, DC: Georgetown University, Institute for Reproductive Health; 1995
2 Pregnancy, childbirth, postpartum and newborn care: a guide for essential practice –3rd ed.World Health Organization, 2015 (D27, “Counsel on birth spacing and family planning”)

 

PER APPROFONDIRE:

Ministero della Salute, documento “La contraccezione”

Ministero della Salute, opuscolo “Conoscere per scegliere quando avere un figlio”

Osservatorio ONDA – contraccezione

Immagine: contraccezione, Associazione Luca Coscioni

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